Agosto 2024. In una giornata piovosa a Strasburgo, capoluogo della regione dell’Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena, nel Nord-est della Francia, faccio un tragitto in metropolitana per arrivare al centro.
Qui, sono stata piacevolmente colpita, oltre che dalla bellezza della città, dalla serena convivenza di diverse etnie ognuna particolare nel suo genere e dalle donne nel mondo.
Mi sono sentita accolta in un’umanità, nella quale diverse culture e vite si intrecciano senza paure ne pregiudizi, orientate al pieno compimento delle relazioni umane.
Penso che la bellezza e la ricchezza dell’umanità si nutra della diversità tra le persone e le varie culture.
Capita che le differenza culturali tra la persone creano disagio.
Purtroppo la società in cui viviamo non aiuta a superarle ed abbatterle, anche in Italia spesso vengono meno i principi fondamentali di integrazione e umanità.
Questo disagio nei confronti delle diversità, non si supera mortificandole, ignorandole o addirittura negando diritti, come spesso succede, ma integrandole abbattendo muri e creando ponti per annullare le disuguaglianze (economiche, sociali, di capacità), mantenendo invece le peculiari differenze, gratificandole e esaltandone la bellezza.
«Negare alle persone i loro diritti umani è sfidare la loro stessa umanità», soleva affermare Nelson Mandela.
Mi piace pensare che esiste un mondo perfetto dove in fondo in fondo siamo tutti uguali e allo stesso tempo belli nella nostra diversità.
La speranza o forse l’illusione è quella di esserci capitata in questo giorno di pioggia a Strasburgo.
Donne nel mondo, attraverso la mia macchina fotografica
ho catturato immagini di donne nel mondo che vivono il quotidiano, ognuna con le proprie particolarità, pensieri, preoccupazioni, distrazioni.
Donne che rientrano da lavoro in metro, che passeggiano per strada, in metro in compagnia delle amiche o della famiglia…Ognuna diversa dall’altra, ma bellissima a modo suo!
Donne nel mondo da cui traspare grazia, forza, intelligenza, impavidità e coraggio, che nel quotidiano scrivono la propria storia nel libro della vita.
Quando le guardi ti chiedi: quale sia il loro pensiero più profondo, il loro desiderio più grande, cosa hanno da raccontare, qual’è la loro storia…
L’apparenza è quella di essere un libro aperto … ma sarà così?
“A volte penso che la natura di una donna sia come una grande casa piena di stanze: c’è la sala, attraverso la quale tutti entrano ed escono; l’ufficio, dove si ricevono visite formali; il salotto, dove i membri della famiglia vanno e vengono; ma oltre a queste, ben oltre, ci sono altre stanze, le maniglie delle cui porte forse non vengono mai girate; nessuno conosce la strada per arrivarci, nessuno sa dove conducono; e nella stanza più intima, la più sacra di tutte, l’anima si siede da sola e aspetta un passo che non arriva mai.” Cit. Edith Wharton
Tra le letture più belle, il libri che consiglio sono “Diversamente donna: Interviste a donne di tutto il mondo” di Elisabetta Somaglia, una lettura molto stimolante per chi non si ferma davanti alle differenze e alle apparenze, e “Un gesto può cambiare il mondo” di Nelson Mandela